Legambiente: Dalla spiaggia della Pelosa in Sardegna e dalla Goletta verde la lotta contro l’air gun

| 5 Agosto 2015 | Comments (0)
Continuiamo a documentare la lotta contro le trivellazioni e contro l’air gun. Precedenti articoli nella rubrica “ambiente” 8 luglio 2015 e 10 maggio 2015
Da Legambiente 5 ago 2015 — Continua la battaglia della Goletta Verde contro le trivellazioni e contro l’Airgun. Sono più di 40.000 le persone che hanno già sottoscritto il nostro appello al Governo per vietare questo sistema per la ricerca di idrocarburi in mare, che non porta vantaggi alla collettività in termini economici, di conoscenza scientifica e ambientali, ed è a favore esclusivamente delle compagnie che detengono i titoli e le concessioni minerarie.

Oggi vogliamo rilanciare con forza la nostra petizione con un flashmob dalla spiaggia della Pelosa in Sardegna in cui tutti insieme ci tapperemo le orecchie in segno di protesta contro l’Airgun e le trivellazioni.

Aiutaci, ancora una volta, a diffondere la petizione e partecipa all’iniziativa anche virtualmente! Scattati una foto con le orecchie tappate e condividila con gli hashtag #StopOilAirgun e #RenziPeggiorSordo

Anche la Sardegna non è esente dagli attacchi delle compagnie petrolifere che sono a caccia di idrocarburi negli splendidi fondali del mar Mediterraneo. A essere in pericolo è un’area di oltre 20 mila kmq compresa tra la costa orientale della Sardegna e le isole Baleari, dove sono state presentate 2 istanze di permesso di prospezione in cui si prevede l’utilizzo della tecnica dell’Airgun. Ciò vuol dire che, se l’iter amministrativo della VIA non le fermerà, saranno condotte per ben due volte le stesse indagini con le stesse modalità riconosciute dalla comunità scientifica internazionale come altamente impattanti per il delicato ecosistema marino.

I due permessi di prospezione sono inoltre localizzati a ridosso di diverse aree marine e costiere tutelate, tra cui il Santuario dei Cetacei, creato proprio per tutelare quelle specie marine che sono più sensibili all’inquinamento acustico sottomarino. Basti pensare che i capodogli possono avvertire il rumore generato dall’Airgun fino a 300 km di distanza, e che questo è paragonabile a 100.000 volte quello prodotto dal motore di un jet. Gli unici a non volerlo sentire sono solo Renzi e il ministero dello Sviluppo economico, che sembrano avere orecchie solo per gli interessi delle compagnie petrolifere.

Salviamo i cetacei, difendiamo i nostri mari, fermiamo l’Airgun e le trivellazioni petrolifere.


Category: Ambiente, Osservatorio Sardegna

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