E’ ingiusta la cattura dell’orsa Daniza decisa dalla Provincia di Trento

| 29 Agosto 2014 | Comments (0)

 

 

 

Dopo aver documentato la storia d’amore del lupo Slavc e della lupa Giulietta nel parco della Lessinia (www.inchiestaonline.it rubrica “ambiente” 10 agosto 2014) viene documentata un altra storia d’amore, in questo caso materno, dell’orsa Daniza (nella foto).

L’orsa Daniza vive da diciotto anni tra i boschi della provincia di Trento e lo scorso ferragosto ha aggredito un cercatore di funghi nei boschi di Pinzolo per proteggere i suoi cuccioli. L’orsa  si è messa in fuga dopo aver ferito Daniele Maturi, 39 anni, graffiandolo e lacerandogli i vestiti. L’uomo si era nascosto dietro un albero per osservare la cucciolata, quando l’orsa, considerandolo un pericolo per i piccoli, lo ha attaccato. In seguito all’aggressione, che ha visto il cercatore di funghi ristabilirsi completamente dalle ferite superficiali, è stata firmata dalla Provincia di Trento un’ordinanza che dispone la cattura dell’animale. Finora, nonostante l’orsa sia munita di un collare che emette dei segnali radio intercettabili con gli appositi strumenti alla Polizia Forestale, non è stato possibile rintracciare la sua posizione sul territorio. Mentre si teme per la sopravvivenza dei cuccioli, rimasti senza mamma, sono state piazzate dagli agenti del corpo forestale trappole nell’area circostante il bosco. È probabilmente questione di ore prima che l’esemplare venga catturato.

Infuria la polemica: “la cattura è ingiusta” ma ci sono anche pareri a favore del suo abbattimento

Sebbene l’ordinanza emanata dalla provincia di Trento prescriva la sola cattura dell’orso bruno e il suo trasferimento in una struttura protetta c’è chi caldeggia l’ipotesi dell’abbattimento. Tale evenienza – che nel documento emesso dalla Provincia viene presa in considerazione solo come extrema ratio, qualora l’animale mettesse in pericolo la vita degli agenti – ha un suo fronte di sostenitori, soprattutto a livello locale, dove è sentita la questione dell’abbattimento degli animali selvatici “vaganti”, fuggiti da allevamenti o riserve.

Anche a livello nazionale, però,  la polemica ha sollevato voci favorevoli al controllo degli animali selvatici che spaventerebbero i turisti, rappresentando un pericolo per la loro incolumità. “Ricevo telefonate con la richiesta di prendere posizione perché l’immagine del Trentino sta avendo ripercussioni negative riguardo alla promozione turistica”, ha dichiarato Giacomo Bessi di Forza Italia. Gli animalisti dell’Ente Protezione Animali condannano invece la cattura ”Lasciatela in pace. È una mamma con i cuccioli: quale altra reazione ci si poteva aspettare? In realtà non è pericolosa” ha dichiarato all’agenzia Adnkronos Carla Rocchi, presidente dell’Enpa. Anche Angelo Bonelli dei Verdi stigmatizza la cattura ”Sarebbe dannosa e ingiusta” ha affermato perché l’orsa ha reagito come qualunque orsa mamma avrebbe fatto percependo un pericolo per i propri cuccioli”.

E’ partita una campagna a favore dell’orsa che invita a non andare in trentino se la provincia seguirà la linea contro l’amore materno di Daniza

 


 

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Category: Ambiente, Osservatorio comunità montane

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About Vittorio Capecchi: Vittorio Capecchi (1938) è professore emerito dell’Università di Bologna. Laureatosi in Economia nel 1961 all’Università Bocconi di Milano con una tesi sperimentale dedicata a “I processi stocastici markoviani per studiare la mobilità sociale”, fu segnalato e ammesso al seminario coordinato da Lazarsfeld (sociologo ebreo viennese, direttore del Bureau of Applied Social Research all'interno del Dipartimento di Sociologia della Columbia University di New York) tenuto a Gosing dal 3 al 27 luglio 1962. Nel 1975 è diventato professore ordinario di Sociologia nella Facoltà di Scienze della Formazione dell'Università di Bologna. Negli ultimi anni ha diretto il Master “Tecnologie per la qualità della vita” dell’Università di Bologna, facendo ricerche comparate in Cina e Vietnam. Gli anni '60 a New York hanno significato per Capecchi non solo i rapporti con Lazarsfeld e la sociologia matematica, ma anche i rapporti con la radical sociology e la Montly Review, che si concretizzarono, nel 1970, in una presa di posizione radicale sulla metodologia sociologica [si veda a questo proposito Il ruolo del sociologo (a cura di P. Rossi), Il Mulino, 1972], e con la decisione di diventare direttore responsabile dell'Ufficio studi della Federazione Lavoratori Metalmeccanici (FLM), carica che manterrà fino allo scioglimento della FLM. La sua lunga e poliedrica storia intellettuale è comunque segnata da due costanti e fondamentali interessi, quello per le discipline economiche e sociali e quello per la matematica, passioni queste che si sono tradotte nella fondazione e direzione di due riviste tuttora attive: «Quality and Quantity» (rivista di modelli matematici fondata nel 1966) e «Inchiesta» (fondata nel 1971, alla quale si è aggiunta più di recente la sua versione online). Tra i suoi ultimi libri: La responsabilità sociale dell'impresa (Carocci, 2005), Valori e competizione (curato insieme a D. Bellotti, Il Mulino, 2007), Applications of Mathematics in Models, Artificial Neural Networks and Arts (con M. Buscema, P.Contucci, B. D'Amore, Springer, 2010).

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