Domenico Finiguerra: Cara Terna ti scrivo. Basta tralicci nei paradisi

| 12 Maggio 2015 | Comments (0)

 

 

Su segnalazione di Maurizio Scarpari (che si batte contro Terna in Sicilia su questa come in altre riviste e quotidiani) pubblichiamo l’intervento di Domenico Finiguerra su Il Fatto quotidiano del 11 maggio 2015 “Cara Terna ti scrivo, basta tralicci nei paradisi: Ossola, Valbelluna, Oltreserchio, Maiella, Peloritani”

C’è l’Ossola, un triangolo d’Italia incuneato tra i confini svizzeri, nel nord del Piemonte. Una valle circondata da montagne maestose, cime che arrivano ai 4000 metri, ghiacciai perenni. Pascoli d’alta quota colorati di erbe e fiori, laghetti alpini scintillanti d’azzurro, boschi di larici e abeti che profumano di resina, e tradizioni montanare di alpeggi dove risuonano i campanacci delle mucche. Terna vuole costruire una nuova, più grande e più potente linea elettrica da 380.000 volt calpestando tutto con tralicci alti 60 metri su basamenti in cemento di 80mq.
C’è il Parco Agricolo Sud Milano, dove cascine storiche, aziende agricole biologiche, antiche vie d’acqua cercano di contrastare la disordinata avanzata di cemento e urbanizzazione. Qui lo stesso elettrodotto piemontese avrà il suo punto d’arrivo su 115.000 mq di terreni, a ridosso dell’area Expo.
C’è la Valbelluna, nel cuore delle Dolomiti, patrimonio universale Unesco dove un nuovo elettrodotto passerà come uno stendi-biancheria di fronte alla diga del Vajont. C’è il territorio dell’Oltreserchio, nella Toscana degli ulivi e dei piccoli borghi, quelli tanto ricercati dal turismo straniero. Ci sono le dolci colline teatine, che dalle propaggini della Majella degradano dolcemente fino al mare, culla della produzione vitivinicola del Montepulciano d’Abruzzo. E ci sono i Monti Peloritani, affacciati sui due mari Ionio e Tirreno, in una interminabile successione di picchi, crinali e burroni, dove innumerevoli corsi d’acqua precipitano a valle formando gole profonde e fresche, mentre la profumata macchia mediterranea ricopre i versanti assolati.
Sono solo alcune delle tante opere in progetto, con un unico comune denominatore: Terna.
Ogni progetto ha visto nascere comitati di cittadini a difesa della propria terra, del paesaggio, dell’ambiente, della salute.
E dalla Sicilia è partito l’impulso per il Coordinamento Nazionale No Elettrodotti Inutili, che riunisce dalle Alpi alla Sicilia tutti i comitati. Contro opere che, se potevano essere in qualche modo giustificate negli anni passati, con l’attuale calo della richiesta di energia (basta guardare il sito Terna) e la crescita della produzione da fonti rinnovabili, sono ormai da ritenersi inutili, almeno per i cittadini. Perché è evidente che si tratti di progetti meramente speculativi. Che passano come bulldozer sopra tutto e tutti. Che nulla hanno a che vedere con progetti virtuosi e possibili di democrazia energetica.
Leggendo i programmi di Terna, per ora benedetti dal Governo, invece si capisce quale sia la sua missione internazionale: trasformare l’Italia in un corridoio per portare energia dal sud del Mediterraneo al nord Europa. Con costi ambientali e danni al paesaggio in zone meravigliose.
A meno che i soliti comitati riescano a portare il governo verso una nuova politica energetica che “rispetti l’ambiente, la salute dei cittadini, le economie rurali del territorio fondamentali per la vita e lo sviluppo delle comunità”.
Visto che tema di Expo è anche “Energia per la Vita”… Oppure è solo uno slogan vuoto anche questo?

 

Category: Ambiente, Osservatorio Sicilia

About Maurizio Scarpari: Maurizio Scarpari ha insegnato Lingua cinese classica dal 1977 al 2011 presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia, dove ha ricoperto diverse cariche accademiche, tra le quali quelle di Prorettore Vicario, Presidente del Consiglio dei Direttori di Dipartimento, Direttore del Dipartimento di Studi sull’Asia Orientale, componente del Consiglio di Amministrazione, del Senato Accademico e dell’Advisory Board dell’Università Ca’ Foscari. È stato anche Presidente di Ca’ Foscari Formazione e Ricerca S.r.l. e componente del Consiglio di Amministrazione dell’Ente per il Diritto allo Studio Universitario (ESU) di Venezia. Le sue ricerche riguardano principalmente la Cina pre-imperiale, i settori privilegiati sono il filologico-linguistico classico, l’archeologico e quello relativo alla storia del pensiero filosofico antico e alla sua incidenza sul pensiero politico attuale. È autore di oltre un centinaio di libri e articoli scientifici. Tra i suoi ultimi libri si segnalano Il confucianesimo. I fondamenti e i testi (Torino, Einaudi 2010) e Mencio e l’arte di governo (Venezia, Marsilio 2013). Per la collana Grandi Opere Einaudi ha curato la serie in più volumi La Cina (2009-2013). Per Inchiesta ha di recente pubblicato il saggio “Confucianesimo e religione” nel dossier “Passato e presente nella Cina d’oggi” curato da Amina Crisma (Inchiesta, XXXXIII, 181, pp. 64-96: 76-85). Insieme a L. Lanciotti ha curato la mostra di arte e archeologia cinese Cina. Nascita di un Impero (Roma, Scuderie del Quirinale, 2006-2007), insieme a S. Rastelli ha curato la mostra Il Celeste Impero. Dall’Esercito di Terracotta alla Via della Seta (Torino, Museo di Antichità, 2008), insieme a S. De Caro ha curato il catalogo della mostra I due imperi. L’aquila e il dragone. Ha inoltre fatto parte del Comitato Scientifico delle mostre 7000 anni di Cina. Arte e archeologia cinese dal Neolitico alla Dinastia degli Han (Venezia, Palazzo Ducale, 1983), Cina a Venezia. Dalla Dinastia Han a Marco Polo (Venezia, Palazzo Ducale, 1986), Cina 220 A.C. I guerrieri di Xi’an (Roma, Palazzo Venezia, 1994), Cina. Alla corte degli Imperatori. Capolavori mai visti dalla tradizione Han all’eleganza Tang (25-907) (Firenze, Palazzo Strozzi, 2008), I due imperi. L’aquila e il dragone (Milano, Palazzo Reale, 2010; Roma, Curia Iulia e Palazzo Venezia, 2010-2011).

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