Dalle lotte contro Terna in Sicilia alla Petizione nazionale da firmare su www.change.org

| 8 aprile 2015 | Comments (0)

 

 

 

Su www.inchiestaonline.it e su “Inchiesta” abbiamo documentato le lotte in Sicilia contro Terna. Maurizio Scarpari e Grazia Tricomi ci hanno segnalato che queste lotte da  locali sono diventate nazionali e c’è una Petizione da firmare su www.change.org contro queste grandi opere devastanti.

Fermate i cantieri dei mega-elettrodotti e avviate un processo di revisione dei nuovi progetti selezionando solo quelli necessari per i quali individuare soluzioni compatibili con le caratteristiche dei luoghi e la salvaguardia della salute dei cittadini.

Nuovi elettrodotti, grandi opere devastanti. Usiamo il denaro dei cittadini per manutenere la rete esistente.

Una selva di piloni rischia di coprire il Belpaese, dalla Sicilia al Friuli, dall’Abruzzo alla Toscana. I nuovi elettrodotti ad alta tensione che l’azienda Terna vuole realizzare sono quasi sempre grandi opere che aggravano i rischi per la salute, deturpano il paesaggio e minacciano il turismo rurale, espropriando la terra a migliaia di cittadini. Appalti miliardari per pochi mega-progetti quando sarebbe prioritario manutenere la rete esistente.

I sostegni, alti fino a ottanta metri e sui quali scorrono da 10 a 19 grossi cavi, vengono spesso realizzati in aree a rischio idrogeologico in un paese che frana a ogni pioggia, senza che vi siano controlli indipendenti sulla reale necessità delle opere. In Sicilia parte dell’elettrodotto Sorgente-Rizziconi è al momento sotto sequestro per gravi violazioni ambientali.

L’art. 9 della Costituzione Italiana “tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione”. Il nostro territorio, quando ben preservato e curato, offre lavoro a centinaia di migliaia di persone nel turismo e nell’agricoltura.

Chiediamo al Presidente della Repubblica, al Governo e al Parlamento di intervenire per:

fermare i cantieri dei mega-elettrodotti, molti dei quali inutili, e avviare un processo partecipato dal basso di revisione dei nuovi progetti al fine di individuare solo quelli realmente necessari e, solo per questi, adottare soluzioni compatibili con le caratteristiche dei luoghi e la salvaguardia della salute dei cittadini;

-assicurare la manutenzione della rete esistente per mitigarne l’impatto e migliorarne la sicurezza e l’efficienza;

-attuare i piani di risanamento previsti;

-produrre l’energia elettrica dove serve evitando al massimo i grandi trasporti;

-creare una Commissione aperta alla partecipazione dei cittadini, come previsto dalla Convenzione di Aarhus, per valutare come intervenire nelle pochissime aree di reale criticità nella trasmissione con sistemi meno impattanti e più sicuri come le linee interrate schermate.

 

Category: Ambiente, Movimenti, Osservatorio Sicilia

About Maurizio Scarpari: Maurizio Scarpari ha insegnato Lingua cinese classica dal 1977 al 2011 presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia, dove ha ricoperto diverse cariche accademiche, tra le quali quelle di Prorettore Vicario, Presidente del Consiglio dei Direttori di Dipartimento, Direttore del Dipartimento di Studi sull’Asia Orientale, componente del Consiglio di Amministrazione, del Senato Accademico e dell’Advisory Board dell’Università Ca’ Foscari. È stato anche Presidente di Ca’ Foscari Formazione e Ricerca S.r.l. e componente del Consiglio di Amministrazione dell’Ente per il Diritto allo Studio Universitario (ESU) di Venezia. Le sue ricerche riguardano principalmente la Cina pre-imperiale, i settori privilegiati sono il filologico-linguistico classico, l’archeologico e quello relativo alla storia del pensiero filosofico antico e alla sua incidenza sul pensiero politico attuale. È autore di oltre un centinaio di libri e articoli scientifici. Tra i suoi ultimi libri si segnalano Il confucianesimo. I fondamenti e i testi (Torino, Einaudi 2010) e Mencio e l’arte di governo (Venezia, Marsilio 2013). Per la collana Grandi Opere Einaudi ha curato la serie in più volumi La Cina (2009-2013). Per Inchiesta ha di recente pubblicato il saggio “Confucianesimo e religione” nel dossier “Passato e presente nella Cina d’oggi” curato da Amina Crisma (Inchiesta, XXXXIII, 181, pp. 64-96: 76-85). Insieme a L. Lanciotti ha curato la mostra di arte e archeologia cinese Cina. Nascita di un Impero (Roma, Scuderie del Quirinale, 2006-2007), insieme a S. Rastelli ha curato la mostra Il Celeste Impero. Dall’Esercito di Terracotta alla Via della Seta (Torino, Museo di Antichità, 2008), insieme a S. De Caro ha curato il catalogo della mostra I due imperi. L’aquila e il dragone. Ha inoltre fatto parte del Comitato Scientifico delle mostre 7000 anni di Cina. Arte e archeologia cinese dal Neolitico alla Dinastia degli Han (Venezia, Palazzo Ducale, 1983), Cina a Venezia. Dalla Dinastia Han a Marco Polo (Venezia, Palazzo Ducale, 1986), Cina 220 A.C. I guerrieri di Xi’an (Roma, Palazzo Venezia, 1994), Cina. Alla corte degli Imperatori. Capolavori mai visti dalla tradizione Han all’eleganza Tang (25-907) (Firenze, Palazzo Strozzi, 2008), I due imperi. L’aquila e il dragone (Milano, Palazzo Reale, 2010; Roma, Curia Iulia e Palazzo Venezia, 2010-2011).

Leave a Reply




If you want a picture to show with your comment, go get a Gravatar.