Bruno Giorgini: un’allerta rossa dopo l’altra

| 22 Dicembre 2019 | Comments (0)

 

Venerdì 20 dicembre 2019. A Genova viene decretata l’ennesima allerta rossa. Il mare furioso, le piogge battenti. La città abbarbicata alla montagna sempre rischia di scivolare nel mare, se non precipitare. L’acqua scorre dalla montagna al mare e le strade diventano ruscelli, qualche volta torrenti. Davanti casa le onde s’abbattono, una dopo l’altra in crescendo. Il cielo è plumbeo. Il mare è plumbeo. La terra è plumbea. Però dentro casa l’albero di Natale sbarlugina miriadi di luci.

Il cambiamento climatico sub specie di riscaldamento globale si abbatte implacabile. I vecchi al porticciolo di Nervi, dove abito, discutono che così a memoria d’uomo, la loro, non s’era visto mai. A novembre è piovuto tutti i giorni, o quasi. A dicembre è forse peggio. Ma quando mai. Eppure vedrai l’anno prossimo sarà meglio. Speriamo. Massì, è un periodo così. Ha da finire. Prima o poi. E se non finisse, mi scappa detto. Se addirittura peggiorasse. Però io sono foresto, e nemmeno pescatore come loro, quindi poco credibile. Uno di città, che non conosce l’onda. E’ vero, fa caldo per il periodo, a volte succede. Non ci credo proprio che sia una catastrofe. Intanto se devi andare a Milano è un’impresa coi treni ormai senza orario: li prendi quando passano. D’altra parte il ponte Morandi è crollato. Cosa c’entri non è chiaro, però aiuta.

Adoro questa città, totalmente ottusa nel pieno del cambiamento climatico. Non ci si vuol credere, e quindi non c’è. Non avviene. Piove così tanto perchè. Perchè la pioggia esiste. Punto. Prima o poi smetterà. Poi piove in tutta Europa, quindi. Il sindaco è sereno. Chiude le scuole ma è sereno. Per via dell’emergenza i bus sono gratuiti, e lui è sereno. Stai sereno pare il suo motto, forse ignaro della sfiga che il detto si porta dietro. Grand’uomo Bucci, imperturbabile. Con l’ombrello.

Io giorno dopo giorno osservo la crescita del mare, le onde un poco più alte, la spiaggetta sempre più ristretta. Dire che così misuro l’impatto del riscaldamento globale sarebbe una sciocchezza scientifica. Epperò ne ho una qualche percezione affacciandomi alla finestra. Così come la accresciuta forza del mare la si vede camminando lungo le scogliere, e scoprendo enormi massi sbalzati dal loro luogo usuale, fino per un paio a trovarsi sulla passeggiata. La città è bagnata fino al midollo. La Superba appare se non in ginocchio, almeno parecchio prostrata.

Siamo al 20 dicembre, la settimana di Natale. Il tempo degli acquisti. Molti negozi sono chiusi. Perchè chi vuoi che venga con questo tempo infame. Non c’è passeggio, neppure sotto i portici, che comunque a Genova non sono frequenti. I pochi viandanti camminano serrati sotto gli ombrelli, cercando di evitare pozzanghere e automobili che scagliano acque fangose, altro che guardare le vetrine. Poi corre anche il vento, più o meno forte, tra gli 80 e i 100 km l’ora, a seconda dei luoghi, ma lì sempre acquattato che d’improvviso t’arrovescia l’ombrello mentre tu sacramenti maledicendo Giove pluvio, se non barcolli o vieni investito da detriti vari. Intanto s’annunciano le tempeste di fulmini. L’ultima di poche settimane fa ne ha scaricati sulla città all’incirca sedicimila.

Sarà così d’ora in poi. Bisognerà imparare a convivere con questa nuova fase climatica, e la meteorologia conseguente. Non sarà facile, ma neppure impossibile. Forse accadranno più o meno piccole catastrofi. Smettendola però di dire che il cambiamento climatico, e il riscaldamento globale, mette a rischio il pianeta. La terra che ci ospita ha nel corso di milioni di anni vissuto parecchi mutamenti climatici anche molto ripidi e violenti. Eppure sta ancora qua, sotto i nostri piedi, e l’atmosfera in cui siamo immersi. Eventualmente la catastrofe può aversi per gli umani, fino al limite dell’olocausto che oggi può essere contrastato. Per i pessimisti cronici, potrebbe entrare in crisi l’intero attuale ciclo della vita, ma non credo. I cianobatteri per esempio possono sopravvivere praticamente ovunque in condizioni estreme. Sono stati scoperti fossili di cianobatteri risalenti a più di tre miliardi di anni.

Insomma la vita è molto più robusta e estesa del genere homo. Si pensi soltanto al mare, enorme reservoir di biodiversità, che noi umani possiamo solo solcare, mentre i suoi abissi sono ancora quasi del tutto inesplorati e sconosciuti.

Col che quindi Buon Natale a tutti.

 

Category: Ambiente, Osservatorio sulle città

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About Bruno Giorgini: Bruno Giorgini è attualmente ricercatore senior associato all'INFN (Iatitutp Nazionale di Fisica Nucleare) e direttore resposnsabile di Radio Popolare di Milano in precedenza ha studiato i buchi neri,le onde gravitazionali e il cosmo, scendendo poi dal cielo sulla terra con la teoria delle fratture, i sistemi complessi e la fisica della città. Da giovane ha praticato molti stravizi rivoluzionari, ha scritto per Lotta Continua quotidiano e parlato dai microfoni di Radio Alice e Radio Città. I due arcobaleni - viaggio di un fisico teorico nella costellazione del cancro - Aracne è il suo ultimo libro.

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